L'aggettivo "lesbica" è proprietà privata
Gli abitanti dell'isola di Lesbo hanno avviato un'azione legale per ottenere l'uso esclusivo dell'aggettivo "lesbica", rubato e usurpato.
Sono state due donne, abitanti dell'isola di Lesbo, e un appartenente ad un gruppo nazionalista, Dimitris Lambru, ad annunciare di aver avviato un'azione in tribunale per ottenere l'uso esclusivo dell'aggettivo lesbica.
L'Unione greca degli omosessuali e delle lesbiche è secondo i denuncianti colpevole di aver reso gli abitanti dell'isola vittime di uno «stupro psichico e morale» per la «confisca» da parte delle omosessuali di un aggettivo di origine geografica.
L'isola di Lesbo è da tutti conosciuta per la poetessa dell'Antica Grecia Saffo, che secondo la leggenda si suicidò buttandosi da un precipizio per una delusione amorosa femminile. È stata la rivoluzione sessuale sessantottina a riportare in auge la poetessa greca, facendo diventare Lesbo non più una semplice città.
Saranno i giudici di Atene a stabilire se Lesbian è davvero "una designazione geografica usurpata da certe signore che non hanno nulla a che vedere, in nessun modo, con Lesbo", come sostiene Dimitris Lambrou.
Ma non sarà solo un fatto di maiuscole? Dimitris spiega come sua sorella non possa permettersi di dire di essere Lesbica senza essere fraintesa, mentre la portavoce della Comunità omosessuale e lesbica, Evangelia Vlami, obietta che quella parola, in primo luogo, non può essere considerata un insulto, e ricorda che l'Isola si chiama anche Mitilene, sottolineando anche il fatto che si può sempre evitare equivoci definendosi dell'isola di Lesbo, invece che Lesbica.
Più un fatto di onore o un fatto di sottile discriminazione? Mentre ognuno è libero di soppesare la vicenda, questa sarà giudicata ufficialmente nel processo in calendario a partire dal 10 giugno...