Moana Pozzi
Icona dell'erotismo, ma anche donna da ammirare per la sua spregiudicatezza intellettuale. Dopo la morte Moana è diventata un mito.
Moana studia in un istituto di suore Marie Pie e Scolopie. Frequenta il liceo scientifico e studia per sei anni chitarra classica in conservatorio. Raggiunta la maggiore età, già bellissima, decide di partecipare a Miss Italia, ma l'esperienza non la soddisfa, la trova inutile e noiosa. Decide così di posare nuda per fotografi e pittori e si trasferisce a Roma, per frequentare gli ambienti del cinema.
Nel 1981 fa un fortunato incontro: in un caldo pomeriggio, passeggiando con un amico in una spiaggia del Lago di Bracciano, si imbatte in Renato Pozzetto (con il quale avrà poi un flirt) ed Edwige Fenech, che stanno girando un film. Notata da un produttore, viene invitata a Cinecittà per un provino, di lì a poco il suo esordio davanti alla cinepresa. Ferdinando Baldi le offre una comparsata nella commedia scollacciata La compagna di viaggio (1981) con Anna Maria Rizzoli, dove interpreta una ragazza che fa il bagno a seno nudo.
Seguirà presto il suo primo film porno, Erotic Flash di Roberto Bianchi Montero. Il mondo dell'hard la diverte, così continua a seguire quella strada, spinta dal desiderio di fare qualcosa di scioccante e poco tradizionale. Ma quando i genitori apprendono di questo film, rimangono profondamente traumatizzati, al punto di rompere drasticamente qualsiasi rapporto con lei. Dopo circa un anno si riavvicinano, e da quel momento Moana potrà sempre contare sul sostegno morale ed economico dei genitori, nonostante la sospingano verso una carriera di attrice più socialmente e rettamente accettabile, tanto è vero che la convinceranno ad iscriversi alla scuola di recitazione "Alessandro Fersen", dove conoscerà l'attore Massimo Ciavarro con il quale avrà una breve storia.
Sempre nel 1981 lavora a Rai Due per la trasmissione per ragazzi "Tip Tap 2". La fama di Moana incomincia a crescere, la sua vèrve e il suo carisma le permettono di affrontare tranquillamente le sempre più numerose apparizioni televisive, in cui viene sempre chiamata con lo scopo di aggiungere un po' di "pepe" al condimento generale e generalista. Intanto continua la sua carriera cinematografica, diretta da Luciano Salce, Carlo Verdone, Nando Cicero, Carlo Vanzina, Enzo G. Castellari, Sergio Corbucci, e addirittura il maestro Dino Risi che nel 1984 la inserisce nel film per la tv … E la vita continua e nel film Il re e il monsignore (1984).
Sul set de I Pompieri (1985) di Neri Parenti, Moana incontrerà una sua fiamma, l'attore Andrea Roncato, ma la lista di amanti si infoltisce con: Renzo Arbore, Luciano De Crescenzo, Harvey Keitel, Enrico Montesano, Francesco Nuti, Massimo Troisi, Falcao, Nicola Pietrangeli e Marco Tardelli, nonché qualche politico che la aiuterà nella sua carriera. Nel 1986, recita addirittura in un film del grande Federico Fellini, Ginger e Fred, ed è proprio quello l'anno della sua esplosione come pornodiva. Dopo aver assunto come manager Riccardo Schicchi, viene inserita in un live-show erotico dal titolo "Sesso Telecomandato", dove Moana aveva un piccolo siparietto dal titolo "Curve Deliziose". Con Schicchi regista girerà film che produrranno incassi da capogiro, attraverso soprattutto la distribuzione ed il circuito home video: Banane al cioccolato (1986), Moana la scandalosa (1987), Moana, la bella di giorno (1987) e Fantastica Moana (1987), poi sarà diretta da Mario Bianchi, Jim Reynolds, Henri Pachard e addirittura dalla stessa attrice porno Ilona Staller nella pellicola Diva futura (1989).
Ma anche la sua carriera televisiva continua. Nel 1987 conduce insieme a Fabio Fazio "Jeans 2" su Raitre, programma pomeridiano per ragazzi. Ma la Federcasalinghe, assieme ad altre associazioni para-religiose come Ordine Nuovo, si mettono sul piede di guerra e costringono Moana a lasciare il programma. Le polemiche riaffiorano anche con la trasmissione "Matrjoska", su Italia 1, diretta da Antonio Ricci: dopo una puntata in cui compare integralmente nuda la trasmissione viene sospesa. Ricci, a quel punto, cambia il nome di programma in "L'Araba Fenice" e riesce ad avere Moana come valletta nuda, facendo della bella donna un personaggio nazionalpopolare, oggetto di dibattiti ed editoriali, nonché di analisi da parte di intellettuali e scrittori, polemisti ed editorialisti. Molti sottolineano la sua classe, la sua non volgarità nel porsi, il suo carattere dominante ma dolce insieme.
Nel 1991 fa pubblicare il libro "La Filosofia di Moana", una sorta di memoriale, in forma di dizionario in cui Moana racconta la sua vita, con carrellate di pensieri, gusti, inclinazioni, racconti di relazioni con uomini famosi. Il libro fa molto scalpore, soprattutto per delle vere e proprie pagelle relative alle rispettive qualità amatorie di cantanti, attori e comici; Moana parla anche di qualche politico che con lei ha avuto relazioni di diverso tipo. Nello stesso anno stupisce di nuovo sposando a Las Vegas il suo ex autista, Antonio Di Ciesco. Ancora nello stesso anno gira in collaborazione con Mario Verger realizza un film d'animazione dal titolo Moanaland che insieme ad I Remember Moana, sono un cult per gli ammiratori della pornodiva; Moanaland, dopo esser stato presentato al Palazzo delle Esposizioni e raccogliendo l'attenzione di Enrico Ghezzi per "Blob" e "Fuori Orario", fu l'unico cartoon premiato con la Menzione speciale all'International Erotic Film di New York.
Nel 1992 si avventura invece in politica: si presenta alle elezioni politiche con il Partito dell'amore, sorta di "braccio politico" dell'agenzia Diva Futura di Schicchi. Moana non entra in parlamento, l'operazione fallisce, anche se la sua celebrità va alle stelle. Compra un attico da due miliardi a Roma, vive una vita all'insegna del lusso e della ricchezza.
Nel 1993 lo stilista Karl Lagerfeld la fa sfilare a Milano e l'imitatrice ed attrice Sabina Guzzanti ne fa un'imitazione gustosa nel programma satirico "Avanzi" (e la stessa Moana le rifarà il verso nella pellicola Amami del 1993).
Nel 1994, dopo mesi di assoluto silenzio, il 17 settembre in Italia arriva la notizia terribile: Moana è morta il 15 in una clinica di Lione per un tumore al fegato, che l'ha consumata in meno di un mese, a soli 33 anni. I funerali si svolgono in forma riservatissima. Subito inizia una battaglia legale tra i genitori e il marito per l'eredità miliardaria. Moana diventa un mito, posizione sancita dal film Guardami (1999) di Davide Ferrario, con Elisabetta Cavallotti.
Ma la morte della bella attrice è circondata da un alone di mistero: alcune voci sostengono che la sua morte fosse dovuta all'AIDS, altre che la stessa notizia del decesso fosse falsa, per alcuni Moana è ancora viva e vive in India, magari in un monastero buddista, con lo scopo di rifarsi una vita.
Nel 2004 esce il libro illustrato "Moana", di Marco Giusti, un volume-diario che ripercorre con immagini, documenti e dichiarazioni la vita di questo personaggio scandaloso e contraddittorio; un libro che rappresenta anche un viaggio nel mondo del porno visto con gli occhi della sua protagonista più eccellente, nonché uno sguardo indiscreto sulla vita privata dei tanti personaggi dello spettacolo e della politica che non hanno saputo resistere al suo fascino.
Nel 2005 la famiglia, tramite il fratello Simone, annunciò la pubblicazione di un libro (il cui titolo doveva essere "La verità su mia sorella Moana" per Seneca Edizioni, Torino) in cui sarebbe stata raccontata la verità sulla vita e, soprattutto, sulla morte dell'attrice. A pochi giorni dall'uscita prevista, poco prima di Natale 2005, però, il libro venne sospeso.
Nel febbraio del 2006 alla trasmissione tv "Chi l'ha visto" (RaiTre) Simone Pozzi, fino ad allora ritenuto fratello di Moana, ha affermato di essere il figlio. Nell'occasione ha aggiunto di avere maturato la decisione di dichiarare la sua identità e di raccontare la vicenda in un libro dal titolo "Moana, tutta la verità".
Nell'aprile del 2007 il quotidiano "Il Messaggero" pubblica un'intervista al marito dell'attrice, Antonio, che rivela di aver aiutato Moana a morire, praticandole l'eutanasia. Moana, secondo il racconto, rifiutava l'idea di una lunga agonia e aveva quindi preso accordi col marito: quando ormai non c'era più nulla da fare, in quel settembre del 2004, Antonio l'aiutò a terminare le sofferenze facendo entrare delle bollicine d'aria nel tubo della flebo. A metà mese la Procura della Repubblica di Roma, su istanza del produttore Riccardo Schicchi, apre un'inchiesta iscrivendo Di Ciesco nel registro degli indagati.
Il mistero di Moana è ancora aperto, ciò che è certo è che la bella attrice è diventata un mito.
La filmografia
Clicca quiSito ufficiale
Questo è il sito ufficiale dell'Associazione Moana Pozzi: www.moanamoana.it